Fumo e Dipendenza
Vinci la schiavitù dal fumo capendo i meccanismi che ne determinano la dipendenza:
Il fumo crea dipendenza, su questo ormai non ci sono più dubbi. Numerose ricerche scientifiche sin dal 1988 hanno confermato ciò che le ditte produttrici di tabacco già sapevano.
La dipendenza si sviluppa su tre livelli:
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dipendenza fisica, dovuta alla nicotina
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dipendenza psicologica , dovuta a ciò che di buono crediamo ci dia la sigaretta
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dipendenza gestuale, dovuta alle abitudini che abbiamo legato al gesto del fumare
Dipendenza fisica
Molti affermano che fumare sia un vizio, una brutta abitudine che può essere abbandonata in qualsiasi momento.
Non c'è nulla di più falso.
Il fumo di sigaretta crea dipendenza ed il tabagismo è da considerarsi una malattia. Credere che accendere una sigaretta sia solo una “brutta abitudine” è un grossolano errore che non ci permette di affrontare adeguatamente il problema. L'OMS, nella decima revisione della classificazione internazionale delle malattie (International Classification Diseas), include la dipendenza da tabacco nella lista dei disturbi legati all'uso di sostanze farmacologiche.
La nicotina è la principale sostanza contenuta nella sigaretta capace di creare dipendenza. Essa , attraverso il fumo di tabacco, raggiunge rapidamente il cervello scatenando modificazioni chimiche e reazioni a catena che comportano una elevata produzione di dopamina. Questo composto chimico è un neurotrasmettitore: permette cioè alle informazioni ed agli impulsi nervosi di passare da un neurone all'altro, ed è anche responsabile delle sensazioni di piacere che proviamo fumando.
Gli studiosi hanno individuato i segni di dipendenza da nicotina:necessità di fumare di sempre più per avere lo stesso effetto, sensazione di assuefazione al tabacco, perdita del controllo del numero di sigarette fumate e disagio, anche dopo una breve astinenza, che porta al tentativo continuo di trovare sollievo al desiderio di fumare
Dipendenza psicologica
E' strettamente legata alla dipendenza fisica. Senza quest'ultima non avremmo mai potuto credere che il fumo possa essere d'aiuto per affrontare lo stress, per concertarci, per calmarci, per alleviare momenti tristi. La dipendenza psicologica deriva da una falsa speranza: che il fumo possa darci qualcosa (renderci più calmi, più attenti, più energici...).
Questo è un inganno, una menzogna legata alla dipendenza dalla nicotina. La verità è che quando fumiamo alleviamo i sintomi da carenza di nicotina ed interpretiamo questo breve sollievo come piacere o rilassamento. Il fumo crea dipendenza! Dopo 15-20 minuti dall'ultima “dose” di nicotina inizia una nuova crisi d'astinenza con sintomi più intensi. Accendendo un'altra sigaretta alleviamo di nuovo il desiderio di nicotina e ci tranquillizziamo, credendo così che il fumo sia rilassante. Questo circolo vizioso (crisi d'astinenza → sollievo, crisi d'astinenza → sollievo...) si crea senza che noi ce ne rendiamo conto e ci porta a credere che fumare sia piacevole
Fermiamoci un attimo e ripensiamo in dettaglio alle sensazioni provate quando abbiamo iniziato a fumare.... Quella prima sigaretta non è stata certo un'esperienza piacevole, il fumo, dal gusto sgradevole, ci ha provocato tosse e bruciore in gola, lacrimazione agli occhi e fastidio al naso.....
Non ci sono dubbi...senza la dipendenza creata dalla nicotina, di piacevole nel fumo non c'è nulla: nessun rilassamento, nessun appagamento, nessuna capacità di farci stare meglio o sentirci più sicuri. Solo dipendenza!
Dipendenza gestuale
Dopo aver fumato migliaia o forse centinaia di migliaia di sigarette non dobbiamo stupirci di aver sviluppato una gestualità e delle abitudini ben consolidate: fumare prima di alzarci dal letto, dopo il caffè, con una birra o durante una telefonata etc. Avendo fatto così per anni , queste situazioni sono inscindibilmente associate al fumo. Spesso accendiamo una sigaretta via l'altra, quasi senza accorgercene. Quante sono le sigarette che coscientemente fumiamo e ci godiamo in una giornata? Tre, forse quattro, al massimo cinque. Per smetter definitivamente di fumare è necessaria un'adeguata strategia per affrontare questi “fattori scatenati”
Riassumendo perché lei sta ancora fumando?
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perché è dipendente dalla nicotina e rinunciarci le provoca delle crisi d'astinenza.
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perché spera o crede che il fumo possa darle qualcosa (renderla più calmo, più attento o quant'altro). La sigaretta le è stata vicina per molto tempo. Le è difficile immaginare la routine giornaliera senza di lei, l'ha accompagnata sia nei momenti difficili come in quelli esaltanti. L'ha aiutata (o meglio le ha fatto credere di aiutarla) ad affrontare gli impegni della vita. Così per lei è difficile credere di poter andare avanti senza il suo aiuto.
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Per l'insieme di abitudini e comportamenti che ha associato alla sigaretta
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